Il mio lavoro nasce dal tempo e dall’osservazione.
Fotografo cavalli e relazioni non per descriverle, ma per entrare in uno spazio di presenza, dove forma, luce e silenzio diventano linguaggio.
Il mio lavoro nasce dal tempo e dall’osservazione.
Fotografo cavalli e relazioni non per descriverle, ma per entrare in uno spazio di presenza, dove forma, luce e silenzio diventano linguaggio.
Il cavallo non è un soggetto da rappresentare, ma una presenza con cui entrare in relazione.
Fotografarlo significa accettare l’imprevedibilità, rinunciare al controllo e lavorare in equilibrio tra intenzione e accadimento.